Governance dell’Intelligenza Artificiale: un nuovo requisito competitivo

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Immagine astratta che evoca innovazione e governance.
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Data di pubblicazione
29 gennaio 2026
  • Consulenza Direzionale
  • Governance
  • AI
  • Articolo
Governance dell’Intelligenza Artificiale: un nuovo requisito competitivo

L’Intelligenza Artificiale, tradizionalmente considerata una leva di innovazione tecnologica, sta oggi incidendo anche sulle condizioni di accesso al mercato. Sempre più gare e contratti includono infatti clausole specifiche sulla conformità AI e sulla governance dei rischi legati all’impiego di sistemi intelligenti nell’esecuzione dei progetti.

Un cambiamento significativo, che impatta direttamente sulla capacità delle organizzazioni di partecipare a bandi, qualificarsi come partner affidabili e gestire relazioni contrattuali sempre più articolate.

Il nuovo contesto normativo: l’AI Act cambia le regole del gioco

Nel nuovo contesto regolatorio europeo delineato dall’AI Act, entrato nella sua fase applicativa a partire dal 2025, l’Intelligenza Artificiale assume anche una valenza strutturale di conformità normativa e contrattuale. La regolamentazione introduce obblighi chiari in termini di gestione del rischio, trasparenza e responsabilità, con effetti tangibili nei capitolati di gara e nelle clausole contrattuali.

Per le imprese, si apre una nuova fase: non basta più utilizzare l’AI in modo corretto. È necessario dimostrare la presenza di modelli di governance strutturati e processi decisionali consapevoli. Il modo in cui viene gestita l’AI diventa, a tutti gli effetti, un elemento qualificante nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e con i partner privati.

I requisiti emergenti nei bandi di gara

L’analisi dei bandi più recenti mette in evidenza due requisiti ricorrenti, destinati a diventare standard di riferimento per l’accesso a contratti e appalti.

Formazione sull’Intelligenza Artificiale

Alle organizzazioni viene richiesto di garantire competenze specifiche sull’uso dell’AI e sulla gestione dei rischi connessi. La formazione dei team di progetto e degli attori coinvolti nei processi non è più opzionale: è parte integrante dei sistemi di controllo interno e viene valutata come indicatore chiave di affidabilità e responsabilità.

AI Risk Assessment sui dati

Un altro elemento centrale è la valutazione dei rischi legati ai dati. Sempre più bandi richiedono la presentazione di un documento formale di AI risk assessment, che analizzi aspetti come:

  • qualità e provenienza dei dati;
  • sicurezza e protezione delle informazioni;
  • potenziali bias nei dataset;
  • impatti previsti sui processi e sugli output.

In numerosi casi, l’assenza di questo documento comporta l’esclusione automatica dalla gara, confermando la sua rilevanza strategica.

Oltre la compliance: l’AI come leva competitiva

Affrontare questi nuovi requisiti come meri adempimenti normativi sarebbe un errore strategico. La capacità di governare l’Intelligenza Artificiale rappresenta oggi un fattore distintivo di maturità organizzativa.

Le aziende che non hanno ancora strutturato un modello di gestione dell’AI rischiano di essere escluse a priori dalle opportunità di business. Al contrario, quelle che investono in:

  • governance tecnologica;
  • formazione delle risorse umane;
  • strumenti avanzati di valutazione del rischio;

non solo soddisfano i requisiti richiesti, ma aumentano la loro attrattività nei confronti di clienti, istituzioni e stakeholder, rafforzando la fiducia del mercato.

Si tratta di un’opportunità che può radicalmente cambiare il posizionamento sul mercato di chi si muove in tempi utili.

Un tema chiave per la governance e il management

La gestione dei requisiti AI nei contratti non è un tema tecnico circoscritto, ma uno snodo strategico che coinvolge trasversalmente l’organizzazione. Le scelte in materia di AI incidono su assetti di governance, processi decisionali e posizionamento competitivo, richiedendo un presidio coordinato a livello manageriale.

  • Il top management è chiamato a presidiare i rischi strategici e reputazionali connessi all’adozione dell’AI
  • Le funzioni legal e compliance devono tradurre le norme in policy operative e meccanismi di controllo chiari
  • Le risorse umane sono responsabili dell’aggiornamento continuo delle competenze, oggi determinanti per l’affidabilità dei progetti
  • Le funzioni procurement e commerciali devono interpretare i requisiti dei bandi come elementi qualificanti per l’accesso al mercato

In questo contesto, l’Intelligenza Artificiale entra a pieno titolo nella governance d’impresa. Le organizzazioni in grado di dimostrarne un utilizzo responsabile, tracciabile e conforme rafforzeranno la propria credibilità nei confronti di clienti, istituzioni e partner, consolidando la fiducia in un quadro di innovazione regolata.

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Data di pubblicazione
29 gennaio 2026
  • Consulenza Direzionale
  • Governance
  • AI
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